Sacratissimo Cuore di Gesù B, solennita
San Colombano (563-615), monaco, fondatore di monasteri
Istruzioni spirituali, n° 13, 2-3
“Uno dei soldati gli colpì il fianco ... e subito ne uscì sangue e acqua”
Fratelli, seguiamo la nostra chiamata: siamo chiamati dalla Vita alla fonte della vita; questa fonte non è solo fonte “dell'acqua viva” (Gv 4,10), ma della vita eterna, fonte di luce e di chiarezza. Ogni cosa infatti viene da lei: sapienza, vita e luce eterna... Signore, sei tu stesso questa fonte che c'è sempre ed è sempre da desiderare, e alla quale ci è sempre permesso e sempre necessario attingere. “Signore Gesù, dacci sempre quest'acqua”, perché essa diventi anche in noi fonte di acqua che “zampilla per la vita eterna” (Gv 4,15.14). E' vero: ti chiedo molto, chi potrebbe negarlo? Ma tu, Re di gloria, sai dare cose grandi, e le hai promesse. Nulla più grande che te, ed è te stesso che ci dai, tu che ti sei offerto per noi.
Per questo è te che chiediamo..., poiché non desideriamo ricevere altro che te. Sei il nostro tutto: la nostra vita, luce e salvezza, cibo e bevanda, il nostro Dio. Illumina i nostri cuori, ti prego, nostro Gesù; col soffio del tuo Spirito, 'ferisci' le anime col tuo amore, così che ciascuno possa dire in verità: “Avete visto l'amato del mio cuore?” (Ct 3,3), poiché sono stato ferito dal tuo amore.
Spero di avere queste 'ferite', Signore. Felice l'anima che l'amore 'ferisce' in modo che cerca la fonte, beve e non smette di avere ancora sete, pur dissetandosi, né di continuare ad attingere per il desiderio, né di continuare a bere nella sua sete. E' così che, amando, sempre cerca, poiché trova guarigione alla sua ferita.
SOLENNITA' DEL SACRATISSIMO CUORE DI GESU'
Per questo è te che chiediamo..., poiché non desideriamo ricevere altro che te. Sei il nostro tutto: la nostra vita, luce e salvezza, cibo e bevanda, il nostro Dio. Illumina i nostri cuori, ti prego, nostro Gesù; col soffio del tuo Spirito, 'ferisci' le anime col tuo amore, così che ciascuno possa dire in verità: “Avete visto l'amato del mio cuore?” (Ct 3,3), poiché sono stato ferito dal tuo amore.
Spero di avere queste 'ferite', Signore. Felice l'anima che l'amore 'ferisce' in modo che cerca la fonte, beve e non smette di avere ancora sete, pur dissetandosi, né di continuare ad attingere per il desiderio, né di continuare a bere nella sua sete. E' così che, amando, sempre cerca, poiché trova guarigione alla sua ferita.
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